RAPOLANO TERME – Per la Rassegna “Molinello Eventi”, promossa dal Comune di Rapolano Terme, giovedì 23 settembre 2010, alle ore 21,00, presso il Centro Servizi Turistici – Piazza del Teatro, avrà luogo l’incontro con Bruno Fontana, sceneggiatore, regista e giornalista.
L’autore presenterà il suo libro “Viaggi della memoria” (Tabula fati, Chieti 2010).
Interverranno il Sindaco Emiliano Spanu, l’Assessore alle Pari Opportunità Valentina Magi, l’Assessore alla Cultura e Turismo Ivo Coppola e Bruno Fontana.
L’intervista è a cura di Nicla Morletti, ideatrice e segretario generale del Premio Letterario Internazionale Il Molinello.
Bruno Fontana è nato in Tunisia, ha studiato in Francia e negli Stati Uniti. Dal 1968 vive a Roma dove si dedica prima al cinema, scrivendo e realizzando alcuni film, tra i quali “Il tempo delle belve”, tratto dal suo romanzo omonimo e successivamente alla professione di giornalista e scrittore.
Nel 1989 fonda l’Agenzia Letteraria Il Segnalibro di Roma. Riceve il Premio alla Cultura della Presidenza del Consiglio nel 1992.
Tra le sue opere pubblicate: “Les fruits verts” (Parigi 1961), “Parallels” (New York 1996), “Donne di New York” (Roma 1998), “Specchio perverso” (Roma 1993), “L’Italia dei sequestri” (Roma 1994), “Terra senza tempo” (Chieti 1997, Premio Speciale della Giuria Molinello 2010), “La notte della falce” (Roma 1999), “Italia Squillo” (Firenze 2001). Nel 2003 partecipa all’antologia “Autori contro la guerra”, insieme tra gli altri a Giorgio Bocca, Dario Fo, Mario Luzi, Gianni Vattimo, Vauro, Dario Remigi, Nicla Morletti.
lunedì 13 settembre 2010
Presentazione: VIAGGI DELLA MEMORIA (Rapolano Terme, Giovedì 23 settembre 2010)
Per la Rassegna “Molinello Eventi”, promossa dal Comune di Rapolano Terme, giovedì 23 settembre 2010, alle ore 21,00, presso il Centro Servizi Turistici – Piazza del Teatro, avrà luogo l’incontro con Bruno Fontana, sceneggiatore, regista e giornalista.
L’autore presenterà il suo libro “Viaggi della memoria” (Tabula fati, Chieti 2010).
Interverranno il Sindaco Emiliano Spanu, l’Assessore alle Pari Opportunità Valentina Magi, l’Assessore alla Cultura e Turismo Ivo Coppola e Bruno Fontana.
L’intervista è a cura di Nicla Morletti, ideatrice e segretario generale del Premio Letterario Internazionale Il Molinello.
Bruno Fontana è nato in Tunisia, ha studiato in Francia e negli Stati Uniti. Dal 1968 vive a Roma dove si dedica prima al cinema, scrivendo e realizzando alcuni film, tra i quali “Il tempo delle belve”, tratto dal suo romanzo omonimo e successivamente alla professione di giornalista e scrittore.
Nel 1989 fonda l’Agenzia Letteraria Il Segnalibro di Roma. Riceve il Premio alla Cultura della Presidenza del Consiglio nel 1992.
Tra le sue opere pubblicate: “Les fruits verts” (Parigi 1961), “Parallels” (New York 1996), “Donne di New York” (Roma 1998), “Specchio perverso” (Roma 1993), “L’Italia dei sequestri” (Roma 1994), “Terra senza tempo” (Chieti 1997, Premio Speciale della Giuria Molinello 2010), “La notte della falce” (Roma 1999), “Italia Squillo” (Firenze 2001). Nel 2003 partecipa all’antologia “Autori contro la guerra”, insieme tra gli altri a Giorgio Bocca, Dario Fo, Mario Luzi, Gianni Vattimo, Vauro, Dario Remigi, Nicla Morletti.
L’autore presenterà il suo libro “Viaggi della memoria” (Tabula fati, Chieti 2010).
Interverranno il Sindaco Emiliano Spanu, l’Assessore alle Pari Opportunità Valentina Magi, l’Assessore alla Cultura e Turismo Ivo Coppola e Bruno Fontana.
L’intervista è a cura di Nicla Morletti, ideatrice e segretario generale del Premio Letterario Internazionale Il Molinello.
Bruno Fontana è nato in Tunisia, ha studiato in Francia e negli Stati Uniti. Dal 1968 vive a Roma dove si dedica prima al cinema, scrivendo e realizzando alcuni film, tra i quali “Il tempo delle belve”, tratto dal suo romanzo omonimo e successivamente alla professione di giornalista e scrittore.
Nel 1989 fonda l’Agenzia Letteraria Il Segnalibro di Roma. Riceve il Premio alla Cultura della Presidenza del Consiglio nel 1992.
Tra le sue opere pubblicate: “Les fruits verts” (Parigi 1961), “Parallels” (New York 1996), “Donne di New York” (Roma 1998), “Specchio perverso” (Roma 1993), “L’Italia dei sequestri” (Roma 1994), “Terra senza tempo” (Chieti 1997, Premio Speciale della Giuria Molinello 2010), “La notte della falce” (Roma 1999), “Italia Squillo” (Firenze 2001). Nel 2003 partecipa all’antologia “Autori contro la guerra”, insieme tra gli altri a Giorgio Bocca, Dario Fo, Mario Luzi, Gianni Vattimo, Vauro, Dario Remigi, Nicla Morletti.
martedì 13 luglio 2010
LA MONETA DI SATANA alla XV Rassegna EDITORIA ABRUZZESE (Pescara 16-22 Luglio 2010)
XV Rassegna EDITORIA ABRUZZESE
16-22 Luglio 2010
Museo delle Genti d’Abruzzo
Via delle Caserme n. 22
PESCARA
Orario: 18.00 – 24.00
Domenica 18 Luglio
ore 19.30
Edizioni Tabula fati
Presentazione del libro
LA MONETA DI SATANA
di Cosimo Massaro
Presenterà Gianluca Monaco
16-22 Luglio 2010
Museo delle Genti d’Abruzzo
Via delle Caserme n. 22
PESCARA
Orario: 18.00 – 24.00
Domenica 18 Luglio
ore 19.30
Edizioni Tabula fati
Presentazione del libro
LA MONETA DI SATANA
di Cosimo Massaro
Presenterà Gianluca Monaco
venerdì 18 giugno 2010
Presentazione a MANDURIA (Domenica 20 Giugno, ore 20,00)
lunedì 7 giugno 2010
RECENSIONE di Piero Vassallo
Cosimo Massaro, romanziere giallo intorno alla banca iniziatica
I frequentatori dei pensieri normali e terrestri hanno un rapporto difficile con il cielo astratto e fumoso in cui volano i maghi dell'alta e occulta finanza.
Con qualche difficoltà gli uomini pedestri si addentrano nella logica truffaldina che governa le catene di sant'Antonio striscianti nel mercato finanziario legittimato.
Si tratta di catene scabrose, forgiate dai finanzieri miracolisti alla Madoff, per il danno degli incauti risparmiatori, che sono attratti e sedotti dalla promessa di guadagni garantiti.
Quando gli uomini della strada apprendono che Madoff, è stato ultimamente riconosciuto colpevole di mostruose malefatte e condannato a 150 anni di galera, hanno difficoltà a vedere la ragione dell'evidente assenza di guinzagli ossia leggi intese a impedire (prevenire) il trionfale & libero & soggiacente ingresso dell'azzardo e della truffa nelle case dei risparmiatori.
Si sa che la mano magica del libero mercato non ammette intralci. E che in nessun modo agli esclusi dal mistero — agli exoterici, ai profani, agli ingenui, ai risparmiatori — è consentito di sapere quali strade legali sono percorse dalla truffa iniziatica, che ha recato danno irreparabile ai fiduciosi, ai sobri e agli onesti, prima di causare la catastrofe generale dell'economia.
La semplicità del pensiero comune, nel migliore dei casi, approda alla seguente conclusione: l'economia è infiltrata-infestata da truffatori del genere felicemente rappresentato dai venditori (con regolare licenza) dell'inflactus, la macchinetta al centro di una vecchia, divertente gag dei comici Stanlio e Ollio.
Fuor dell'umoristica metafora, sorgono e incalzano domande ansiogene: nel sottosuolo dell'economia reale chi fabbrica e gestisce l'inflactus? Chi ne autorizza la vendita? Che origine infernale hanno i devastanti princìpi, le cabale che ispirano i ciarlatani della risma di Madoff? E' legittimo il sospetto di una connessione tra la mitologia (illuministica & liberale) intorno alla mano magica del mercato e la licenza di truffa?
Di recente un agricoltore lombardo ha illustrato il meccanismo che consente a lui, coltivatore di soia, di ottenere un soddisfacente guadagno senza eccessiva fatica. L'economia avanzata, peraltro, produce ricchezza a una velocità nel passato impensabile. Il lavoro richiesto per la produzione di un kg di pane oggi si misura in minuti, un tempo si misurava in ore. E il profano si chiede: come è possibile che accanto un'economia "veloce" e prospera (affluente) come la nostra si trovi un debito pubblico mostruoso?
Dall'uomo della strada e dall'uomo del bar non ci si attendono discorsi elevati e sottili come quelli dei finanzieri. Ma alla fine la domanda rimane nell'aria: dove va a finire, in quali tasche trova rifugio la ricchezza prodotta ad alta velocità?
Sappiamo con certezza che la classe politica veste abiti con tasche molto capienti. Tuttavia rimane il sospetto che una parte ingente della moderna ricchezza finisca nelle astratte (astratte?) tasche dei titolari delle stamperie di carta moneta.
L'uomo comune non riesce a debellare l'idea di una mostruosa, magica lotteria. L'ombra del complotto si aggira nei suoi pensieri. Narrata da Marcello Norberto Guidasci, la scollacciata storiella del miracolista economico che abusa del risparmiatore sembra lo specchio della realtà soggiacente all'enormità del potere assegnato ai manipolatori del debito pubblico.
Il professore Giacinto Auriti, dell'Università di Teramo, ha tentato di introdurre gli utenti e i frequentatori del senso comune nel tenebroso tempio della carta moneta e dei suoi occulti signori.
L'uomo comune annusa l'odor di bruciato e l'odor di mascalzone in frac. Sospetta l'esistenza della parentela tra banca e sodomia cui allude il barzellettiere Guidasci. Intravede la sontuosa macchina del signoraggio e orecchia la rima con ingranaggio. Ma non riesce a seguire il filo del sottile ragionamento del professore Auriti. Perfino un economista diffidente e sospettoso quale fu Giano Accame faticava al seguito di Giacinto Auriti e Ezra Pound.
Il fumo del romanzo giallo è nel soffio metafisico (cioè altamente speculativo) della banca, respiro vizioso che intossica l'economia e avvilisce la creatività dell'uomo moderno. Ora l'anticonformista Cosimo Massaro è autore di un avvincente e ben congegnato romanzo poliziesco, "La moneta di satana", in questi giorni edito da Tabula Fati in Chieti.
Attraverso una sequela di colpi di scena, l'autore si addentra nelle righe dell'incomprensibile mondo bancario. Prende per mano il lettore e lo fa entrare, alla luce baluginante delle tesi di Auriti, nel fumo giallo della banca sovrana. Dove si svolge la guerra dell'oro contro il sangue.
Il fascino del racconto non risiede nella divulgazione delle complicate tesi formulate dal geniale professore abruzzese, ma nella rappresentazione del fitto mistero che circonda gli atti delle banche di emissione e d'usura. E nell'attitudine a destare il desiderio di una politica capace di mettere la mordacchia agli speculatori.
Piero Vassalllo
I frequentatori dei pensieri normali e terrestri hanno un rapporto difficile con il cielo astratto e fumoso in cui volano i maghi dell'alta e occulta finanza.
Con qualche difficoltà gli uomini pedestri si addentrano nella logica truffaldina che governa le catene di sant'Antonio striscianti nel mercato finanziario legittimato.
Si tratta di catene scabrose, forgiate dai finanzieri miracolisti alla Madoff, per il danno degli incauti risparmiatori, che sono attratti e sedotti dalla promessa di guadagni garantiti.
Quando gli uomini della strada apprendono che Madoff, è stato ultimamente riconosciuto colpevole di mostruose malefatte e condannato a 150 anni di galera, hanno difficoltà a vedere la ragione dell'evidente assenza di guinzagli ossia leggi intese a impedire (prevenire) il trionfale & libero & soggiacente ingresso dell'azzardo e della truffa nelle case dei risparmiatori.
Si sa che la mano magica del libero mercato non ammette intralci. E che in nessun modo agli esclusi dal mistero — agli exoterici, ai profani, agli ingenui, ai risparmiatori — è consentito di sapere quali strade legali sono percorse dalla truffa iniziatica, che ha recato danno irreparabile ai fiduciosi, ai sobri e agli onesti, prima di causare la catastrofe generale dell'economia.
La semplicità del pensiero comune, nel migliore dei casi, approda alla seguente conclusione: l'economia è infiltrata-infestata da truffatori del genere felicemente rappresentato dai venditori (con regolare licenza) dell'inflactus, la macchinetta al centro di una vecchia, divertente gag dei comici Stanlio e Ollio.
Fuor dell'umoristica metafora, sorgono e incalzano domande ansiogene: nel sottosuolo dell'economia reale chi fabbrica e gestisce l'inflactus? Chi ne autorizza la vendita? Che origine infernale hanno i devastanti princìpi, le cabale che ispirano i ciarlatani della risma di Madoff? E' legittimo il sospetto di una connessione tra la mitologia (illuministica & liberale) intorno alla mano magica del mercato e la licenza di truffa?
Di recente un agricoltore lombardo ha illustrato il meccanismo che consente a lui, coltivatore di soia, di ottenere un soddisfacente guadagno senza eccessiva fatica. L'economia avanzata, peraltro, produce ricchezza a una velocità nel passato impensabile. Il lavoro richiesto per la produzione di un kg di pane oggi si misura in minuti, un tempo si misurava in ore. E il profano si chiede: come è possibile che accanto un'economia "veloce" e prospera (affluente) come la nostra si trovi un debito pubblico mostruoso?
Dall'uomo della strada e dall'uomo del bar non ci si attendono discorsi elevati e sottili come quelli dei finanzieri. Ma alla fine la domanda rimane nell'aria: dove va a finire, in quali tasche trova rifugio la ricchezza prodotta ad alta velocità?
Sappiamo con certezza che la classe politica veste abiti con tasche molto capienti. Tuttavia rimane il sospetto che una parte ingente della moderna ricchezza finisca nelle astratte (astratte?) tasche dei titolari delle stamperie di carta moneta.
L'uomo comune non riesce a debellare l'idea di una mostruosa, magica lotteria. L'ombra del complotto si aggira nei suoi pensieri. Narrata da Marcello Norberto Guidasci, la scollacciata storiella del miracolista economico che abusa del risparmiatore sembra lo specchio della realtà soggiacente all'enormità del potere assegnato ai manipolatori del debito pubblico.
Il professore Giacinto Auriti, dell'Università di Teramo, ha tentato di introdurre gli utenti e i frequentatori del senso comune nel tenebroso tempio della carta moneta e dei suoi occulti signori.
L'uomo comune annusa l'odor di bruciato e l'odor di mascalzone in frac. Sospetta l'esistenza della parentela tra banca e sodomia cui allude il barzellettiere Guidasci. Intravede la sontuosa macchina del signoraggio e orecchia la rima con ingranaggio. Ma non riesce a seguire il filo del sottile ragionamento del professore Auriti. Perfino un economista diffidente e sospettoso quale fu Giano Accame faticava al seguito di Giacinto Auriti e Ezra Pound.
Il fumo del romanzo giallo è nel soffio metafisico (cioè altamente speculativo) della banca, respiro vizioso che intossica l'economia e avvilisce la creatività dell'uomo moderno. Ora l'anticonformista Cosimo Massaro è autore di un avvincente e ben congegnato romanzo poliziesco, "La moneta di satana", in questi giorni edito da Tabula Fati in Chieti.
Attraverso una sequela di colpi di scena, l'autore si addentra nelle righe dell'incomprensibile mondo bancario. Prende per mano il lettore e lo fa entrare, alla luce baluginante delle tesi di Auriti, nel fumo giallo della banca sovrana. Dove si svolge la guerra dell'oro contro il sangue.
Il fascino del racconto non risiede nella divulgazione delle complicate tesi formulate dal geniale professore abruzzese, ma nella rappresentazione del fitto mistero che circonda gli atti delle banche di emissione e d'usura. E nell'attitudine a destare il desiderio di una politica capace di mettere la mordacchia agli speculatori.
Piero Vassalllo
mercoledì 26 maggio 2010
martedì 18 maggio 2010
“La moneta di Satana”, il romanzo rivelatore di Cosimo Massaro
Sarà presentato il 29 maggio presso la libreria Agorà di Manduria
Fortissimo entusiasmo e grandi attese per l’uscita del primo romanzo di Cosimo Massaro “La moneta di Satana” edito dalla casa editrice Tabula Fati di Chieti. Cosimo Massaro poliedrico artista di origini savesi, coniugato a Manduria, arredatore di professione, abile conoscitore di arti marziali e orientali, sensibilmente vicino alla cultura in tutte le sue sfumature (fa parte di Associazioni attive nel campo sociale) realizza finalmente il suo sogno, quello di scrivere un romanzo di contenuto socio-economico. La trama avvincente cattura ogni genere di lettore dal più curioso al più competente estimatore del romanzo thriller, tenendo tutti incollati alle pagine del libro fino alla fine del racconto. La storia è ambientata in luoghi oscuri, sinistri e ricchi di suspense, conferendo uno sfondo originale a tutta la narrazione.
Un noto giornalista della RAI, Enrico Costa, viene ritrovato ucciso nel suo appartamento. Le indagine del caso rivelano subito che la vittima risultava scomoda a grossi poteri massonici-mafiosi; egli infatti stava lavorando su una scottante inchiesta, affiancato nelle ricerche dal suo collaboratore e archeologo Alessandro Matus, uomo poliedrico, dinamico e grintoso. Sarà proprio quest'ultimo a far luce sulla colossale truffa conosciuta con il nome di Signoraggio. Egli spiegherà come un sistema diabolico sia stato ideato oltre trecento anni fa da una élite massonico-bancaria per soggiogare tutti i popoli del mondo, e che ancora oggi persiste.
Ambiguità contemporanee e arcani del recente passato fanno da sfondo a fughe rocambolesche, spettacolari inseguimenti e scottanti rivelazioni che rendono la trama avvincente e il finale entusiasmante.
Il romanzo è stato già presentato giovedì 13 maggio a Sant’Eusanio del Sangro (Chieti), per l’evento “Settimana contro l’usura” a cui l’autore ha partecipato come ospite.
Sabato 29 Maggio, invece, si terrà la presentazione ufficiale presso la libreria Agorà di Manduria alle ore 18.
L’evento, fortemente voluto dall’Associazione culturale SEFIRA di Manduria, vuole suscitare le coscienze popolari alla consapevolezza dell’artificioso sistema monetario attuale. La serata si avvarrà della presenza dello stesso autore e dell’avvocato Antonio Pimpini, relatore del recente convegno”Sete di giustizia”, tenutosi il 7 marzo scorso presso la sede della provincia di Pescara, e il dibattito verterà sulle tematiche più salienti del romanzo, quali la perdita della sovranità monetaria da parte degli Stati, la supremazia delle banche centrali nei confronti dei popoli e il signoraggio bancario. Si analizzeranno la vita e l’opera dell’emerito prof. Giacinto Auriti, e le finalità della sua scuola monetaria sottolineando l’impegno profuso negli anni e le iniziative contro l’attuale sistema monetario (usurocratico).
L’Associazione SEFIRA invita la cittadinanza tutta.
http://www.manduriaoggi.it/notizia.asp?idnews=5880
Fortissimo entusiasmo e grandi attese per l’uscita del primo romanzo di Cosimo Massaro “La moneta di Satana” edito dalla casa editrice Tabula Fati di Chieti. Cosimo Massaro poliedrico artista di origini savesi, coniugato a Manduria, arredatore di professione, abile conoscitore di arti marziali e orientali, sensibilmente vicino alla cultura in tutte le sue sfumature (fa parte di Associazioni attive nel campo sociale) realizza finalmente il suo sogno, quello di scrivere un romanzo di contenuto socio-economico. La trama avvincente cattura ogni genere di lettore dal più curioso al più competente estimatore del romanzo thriller, tenendo tutti incollati alle pagine del libro fino alla fine del racconto. La storia è ambientata in luoghi oscuri, sinistri e ricchi di suspense, conferendo uno sfondo originale a tutta la narrazione.
Un noto giornalista della RAI, Enrico Costa, viene ritrovato ucciso nel suo appartamento. Le indagine del caso rivelano subito che la vittima risultava scomoda a grossi poteri massonici-mafiosi; egli infatti stava lavorando su una scottante inchiesta, affiancato nelle ricerche dal suo collaboratore e archeologo Alessandro Matus, uomo poliedrico, dinamico e grintoso. Sarà proprio quest'ultimo a far luce sulla colossale truffa conosciuta con il nome di Signoraggio. Egli spiegherà come un sistema diabolico sia stato ideato oltre trecento anni fa da una élite massonico-bancaria per soggiogare tutti i popoli del mondo, e che ancora oggi persiste.
Ambiguità contemporanee e arcani del recente passato fanno da sfondo a fughe rocambolesche, spettacolari inseguimenti e scottanti rivelazioni che rendono la trama avvincente e il finale entusiasmante.
Il romanzo è stato già presentato giovedì 13 maggio a Sant’Eusanio del Sangro (Chieti), per l’evento “Settimana contro l’usura” a cui l’autore ha partecipato come ospite.
Sabato 29 Maggio, invece, si terrà la presentazione ufficiale presso la libreria Agorà di Manduria alle ore 18.
L’evento, fortemente voluto dall’Associazione culturale SEFIRA di Manduria, vuole suscitare le coscienze popolari alla consapevolezza dell’artificioso sistema monetario attuale. La serata si avvarrà della presenza dello stesso autore e dell’avvocato Antonio Pimpini, relatore del recente convegno”Sete di giustizia”, tenutosi il 7 marzo scorso presso la sede della provincia di Pescara, e il dibattito verterà sulle tematiche più salienti del romanzo, quali la perdita della sovranità monetaria da parte degli Stati, la supremazia delle banche centrali nei confronti dei popoli e il signoraggio bancario. Si analizzeranno la vita e l’opera dell’emerito prof. Giacinto Auriti, e le finalità della sua scuola monetaria sottolineando l’impegno profuso negli anni e le iniziative contro l’attuale sistema monetario (usurocratico).
L’Associazione SEFIRA invita la cittadinanza tutta.
http://www.manduriaoggi.it/notizia.asp?idnews=5880
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