sabato 1 ottobre 2011
giovedì 15 settembre 2011
PRESENTAZIONE di Giancarlo Giuliani a FESTINA LENTE
Libro coraggioso, questo di Sandro Naglia. L’autore sfida il pregiudizio per cui difficilmente un quaderno di riflessioni personali e di note, squarci di vita, può diventare “generale”, assumere la forma di una reale condivisione tra autore e lettore. Ma Sandro Naglia vince la sua battaglia, offrendoci un libro importante e coinvolgente, ricco di suggestioni culturali e di slanci emozionali, in cui ognuno può riconoscersi, magari anche dissentendo, ma è nel confronto tra la ricca personalità dell’autore e quella del lettore che nasce la fecondità di un incontro.
La pagina diviene veicolo di pensiero, a volte anche motivo di stupore per certe interpretazioni e determinate scelte culturali, eppure vi è un saldo filo conduttore nelle pagine del libro, a cominciare dall’esortazione implicita nel riuscitissimo titolo, in cui l’avverbio “lente”, in posizione ossimorica, è però un’indicazione di lettura, una spinta alla riflessione: si ritorna su alcuni punti, ci si ferma, si chiude magari il libro, ma sempre tenendo ben saldo l’indice come segnalibro, perché poi si ricomincia a leggere, incuriositi, alla ricerca di nuovi stimoli.
Come non cogliere la forza di un episodio apparentemente semplice, come quello del professore di Fisica, profugo, che, narra l’autore: “Quando seppe che ero un cantante, mi raccontò che mentre guidava l’automobile verso la frontiera, dopo aver lasciato sotto le bombe pressoché tutto ciò che aveva, gli balenò in mente la propria storia in versi, e questi versi modularono in un canto, che lui cantò alla propria famiglia, lì in macchina, guidando.”?
È questa, a nostro parere, la chiave di lettura del libro: il raccogliere la sfida, benevola in verità, dello scrittore, che ci offre spunti di vita reale che potrebbero appartenere a ognuno di noi, aprendo squarci sulla formazione della propria personalità, offrendo, in una parola, se stesso, ma sempre con l’intento di far sì che in qualche misura la pagina scritta divenga propria del lettore, che quest’ultimo inizi pian piano a sovrapporre se stesso all’autore. Egli così tornerà su momenti della propria esistenza, ricorderà episodi densi di significato, di ironia, anche di dolore, si sentirà, nel più riuscito dei confronti, fratello dell’autore.
Giancarlo Giuliani
giovedì 1 settembre 2011
Novità: FESTINA LENTE di Sandro Naglia
Cantante lirico e direttore d’orchestra di fama internazionale, saggista e traduttore letterario per passione, Sandro Naglia ha tenuto dal 1993 dei taccuini di appunti di lavoro, diari di viaggio, scrittura creativa.Questo libro distilla quasi quattordici anni di questi carnets: non un’autobiografia, né un Bildungsroman, ma piuttosto un’avventura culturale fatta di luoghi, incontri, riflessioni.
E soprattutto: un invito (come scrive Giancarlo Giuliani nella Presentazione del volume) a un confronto e a un’appropriazione, da parte del lettore, di un percorso capace di suscitare echi in ognuno di noi.
Sandro Naglia (1965) si occupa di Musica e di Letteratura. Ha esordito come cantante lirico nel 1987 e come direttore d’orchestra nel 2001, esibendosi in molti paesi d’Europa, America, Asia e Oceania e incidendo più di quaranta dischi per DG-Archiv, Naive-Opus 111, Glossa, Arts e altre case discografiche.
Ha pubblicato saggi su riviste (tra cui “Belfagor”, “Micromega”, “Linea d’ombra”, “Cinema Sessanta”, “Culture Teatrali”), e tradotto in italiano opere di H. James, F. Pessoa e M. Duras.
In volume e plaquette: "Estratti da un’Estetica non scritta e altri saggi" (Pescara 1985), "Da altre stanze" (Pescara 1990), "Mann, Mahler, Visconti: «Morte a Venezia»" (Pescara 1995), "Uzbekistan: un viaggio" (Chieti 2005).
Sandro Naglia
FESTINA LENTE
Presentazione di Giancarlo Giuliani
Edizioni Tabula fati
[ISBN-978-88-7475-229-4]
Pag. 96 - € 8,00
domenica 17 luglio 2011
Premio di Letteratura Naturalistica Parco Majella
Nel corso della serata di premiazione del Premio Parco Majella, sabato 16 luglio, sono stati assegnati riconoscimenti speciali della Giuria a due opere delle Edizioni Tabula fati: il Prefetto di Pescara Vincenzo D’Antuono ha consegnato la medaglia della Presidenza del Senato della Repubblica a Arturo Bernava per “EleVateMenti” (Edizioni Tabula fati), mentre il consigliere di amministrazione della RAI Rodolfo De Laurentiis ha premiato Giorgia Bellitti per “Amori Polari” (Edizioni Tabula fati) con la medaglia della Camera dei Deputati.
giovedì 30 giugno 2011
giovedì 12 maggio 2011
La truffa del signoraggio in un romanzo
“La Moneta di Satana”, un libro di Mimmo Massaro, un testo contro il mondialismo e l’usura bancaria
“Esistono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che si insegna ad usum Delphini e la storia segreta, in cui si rinvengono le vere cause degli avvenimenti: una storia vergognosa.” (Honoré de Balzac, Commedia umana)
Per le edizioni Tabula Fati di Chieti è uscito un romanzo-inchiesta di Mimmo Massaro intitolato “La Moneta di Satana”. L’autore vive e lavora a Manduria in provincia di Taranto dove svolge l’attività di disegnatore d’interni, ma è un uomo dinamico di molteplici interessi, scultore e pittore, nonché maestro di arti marziali e discipline orientali.
Un romanzo di parte, uno scritto militante, un testo anti-mondialista, anti-massonico, contro l’usura. Un romanzo-inchiesta che svela la truffa del signoraggio.
La trama è chiara, semplice, d’impatto. Un popolare giornalista della RAI Enrico Costa viene brutalmente ammazzato a causa di una sua inchiesta giornalistico-televisiva sulla grande truffa del signoraggio e sul dominio globale di banche e massoneria. L’omicida è “il Biondo” un killer professionista legato alla mafia e che entra nel sodalizio massonico. Qualcosa va male, si salva Alessandro Matus archeologo che stava aiutando Costa. Nella storia entra anche Sara figlia di Enrico Costa.
Il romanzo si dipana tra investigazioni poliziesche, depistaggi, inseguimenti e sparatorie.
Un romanzo da diffondere soprattutto tra i giovani, perché in maniera chiara si affrontano le ricerche e le rivelazioni sulla truffa del signoraggio. L’abc per comprendere in maniera esaustiva lo studio e l’azione del Prof. Giacinto Auriti.
Oltre a citazioni importanti all’inizio di ogni capitolo, che vanno da frasi di capi indiani, a frasi del poeta Ezra Pound, si citano articoli e studi della scuola auritiana. In una fase importante del libro vi è un chiarificatore dialogo tra il killer e il maestro massone, l’uno estasiato dal mistero, l’altro “storico” della congiura massonica. Si intrecciano nel tutto legami forti e sotterranei tra istituzioni, malavita e ordini segreti.
Mi piace pensare che questo agile testo in qualche modo possa esser letto anche da quel grande rivoluzionario di Guardiagrele, amico degli umili e nemico del potere usurocratico e bancario. Un passo famoso nel libro è viatico della lotta per la moneta di popolo: “Oggi la moneta nasce di proprietà della banca che la emette prestandola, noi vogliamo che nasca di proprietà dei cittadini e che sia accreditata ad ognuno come “reddito di cittadinanza” …”.
Continuando, la storia d’amore tra Sara e Alessandro, sembra quasi un insegnamento, una liberazione dall’ignoranza voluta dal sistema capitalista. L’amore tra i due diventa reale pian piano che Sara apprende la verità della truffa demoniaca monetarista. Sara è in poche parole l’ignaro cittadino-suddito che per la prima volta apprende e squarcia il velo della menzogna della creazione della moneta.
Nell’Epilogo del romanzo, vi è una frase del grande abruzzese “Siamo destinati a vincere, perché questa battaglia porta con sé la forza della verità”. E con questa speranza, con questo incitamento a non cedere di un millimetro nella lotta sociale e popolare, che i giovani lettori del libro potranno scorgere un futuro fausto e solare.
Davide D’Amario
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=8255
“Esistono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che si insegna ad usum Delphini e la storia segreta, in cui si rinvengono le vere cause degli avvenimenti: una storia vergognosa.” (Honoré de Balzac, Commedia umana)
Per le edizioni Tabula Fati di Chieti è uscito un romanzo-inchiesta di Mimmo Massaro intitolato “La Moneta di Satana”. L’autore vive e lavora a Manduria in provincia di Taranto dove svolge l’attività di disegnatore d’interni, ma è un uomo dinamico di molteplici interessi, scultore e pittore, nonché maestro di arti marziali e discipline orientali.
Un romanzo di parte, uno scritto militante, un testo anti-mondialista, anti-massonico, contro l’usura. Un romanzo-inchiesta che svela la truffa del signoraggio.
La trama è chiara, semplice, d’impatto. Un popolare giornalista della RAI Enrico Costa viene brutalmente ammazzato a causa di una sua inchiesta giornalistico-televisiva sulla grande truffa del signoraggio e sul dominio globale di banche e massoneria. L’omicida è “il Biondo” un killer professionista legato alla mafia e che entra nel sodalizio massonico. Qualcosa va male, si salva Alessandro Matus archeologo che stava aiutando Costa. Nella storia entra anche Sara figlia di Enrico Costa.
Il romanzo si dipana tra investigazioni poliziesche, depistaggi, inseguimenti e sparatorie.
Un romanzo da diffondere soprattutto tra i giovani, perché in maniera chiara si affrontano le ricerche e le rivelazioni sulla truffa del signoraggio. L’abc per comprendere in maniera esaustiva lo studio e l’azione del Prof. Giacinto Auriti.
Oltre a citazioni importanti all’inizio di ogni capitolo, che vanno da frasi di capi indiani, a frasi del poeta Ezra Pound, si citano articoli e studi della scuola auritiana. In una fase importante del libro vi è un chiarificatore dialogo tra il killer e il maestro massone, l’uno estasiato dal mistero, l’altro “storico” della congiura massonica. Si intrecciano nel tutto legami forti e sotterranei tra istituzioni, malavita e ordini segreti.
Mi piace pensare che questo agile testo in qualche modo possa esser letto anche da quel grande rivoluzionario di Guardiagrele, amico degli umili e nemico del potere usurocratico e bancario. Un passo famoso nel libro è viatico della lotta per la moneta di popolo: “Oggi la moneta nasce di proprietà della banca che la emette prestandola, noi vogliamo che nasca di proprietà dei cittadini e che sia accreditata ad ognuno come “reddito di cittadinanza” …”.
Continuando, la storia d’amore tra Sara e Alessandro, sembra quasi un insegnamento, una liberazione dall’ignoranza voluta dal sistema capitalista. L’amore tra i due diventa reale pian piano che Sara apprende la verità della truffa demoniaca monetarista. Sara è in poche parole l’ignaro cittadino-suddito che per la prima volta apprende e squarcia il velo della menzogna della creazione della moneta.
Nell’Epilogo del romanzo, vi è una frase del grande abruzzese “Siamo destinati a vincere, perché questa battaglia porta con sé la forza della verità”. E con questa speranza, con questo incitamento a non cedere di un millimetro nella lotta sociale e popolare, che i giovani lettori del libro potranno scorgere un futuro fausto e solare.
Davide D’Amario
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=8255
martedì 3 maggio 2011
Presentazione: ELEVATEMENTI a Roseto degli Abruzzi (Venerdì 6 Maggio, ore 18,00)
ELEVATEMENTI
Edizioni Tabula fati
Venerdì 6 Maggio, ore 18,00
Salone Villa Comunale
Via Nazionale n. 250
ROSETO DEGLI ABRUZZI
Presenta Marco Tabellione
Parteciperanno l'Autore, l'editore Marco Solfanelli
Arturo Bernava
ELEVATEMENTI
Presentazione di Vito Moretti
Copertina di Massimiliano Reggi
Edizioni Tabula fati
[ISBN-978-88-7475-208-9]
Pag. 144 - € 11,00
http://www.edizionitabulafati.it/elevatementi.htm
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